Con il Comunicato stampa 12.6.2025, n. 131, il Consiglio dei Ministri ha annunciato l’approvazione di uno specifico Decreto, contenente “Disposizioni urgenti in materia fiscale”, nell’ambito del quale è stata “concessa” la proroga del termine di versamento delle imposte risultanti dal mod. REDDITI / IRAP / IVA 2025.
SOGGETTI INTERESSATI ALLA PROROGA
Lo slittamento dei termini riguarda i contribuenti soggetti agli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e coloro che applicano il regime forfetario o il regime dei minimi. Sono inclusi anche:
- I soggetti che partecipano a società, associazioni o imprese interessate dagli ISA.
- I soggetti per i quali sussiste una causa di esclusione dagli ISA.
NUOVE SCADENZE PER I VERSAMENTI
Per i soggetti sopra elencati, i versamenti relativi al saldo 2024 e al primo acconto 2025 di IRPEF, IRES, IRAP e IVA possono essere effettuati:
- Entro il 21 luglio 2025, senza alcuna maggiorazione;
- Dal 22 luglio al 20 agosto 2025, con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse.
ESCLUSIONE DALLA PROROGA
La proroga non si applica:
- Alle persone fisiche non titolari di partita IVA (“private”), per le quali i termini restano:
- 30 giugno 2025, senza maggiorazione;
- Dal 1° al 30 luglio 2025, con maggiorazione dello 0,40%.
- Ai soggetti non interessati dagli ISA, come le imprese con ricavi superiori a € 5.164.569.
SOCIETA’ DI CAPITALI: PROROGA SUBORDINATA ALL’APPROVAZIONE DEL BILANCIO
Per le società di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare, la proroga dei versamenti al 21 luglio 2025 si applica soltanto nei seguenti casi:
- Bilancio approvato entro il mese di aprile o maggio (in seconda convocazione);
- Bilancio approvato nel mese di maggio, usufruendo del termine lungo di 180 giorni previsto dal Codice Civile.
In caso contrario, resta applicabile la scadenza ordinaria del 30 luglio (o 1° settembre 2025 con maggiorazione dello 0,40%).
TRIBUTI E CONTRIBUTI OGGETTO DI PROROGA
Tra gli importi rientranti nella proroga sono compresi, oltre a IRPEF, IRES, IRAP e IVA, anche:
- Addizionali IRPEF (comunali e regionali);
- Contributi previdenziali (IVS e Gestione separata INPS);
- Cedolare secca sugli affitti;
- Acconto del 20% su redditi soggetti a tassazione separata;
- IVIE e IVAFE (imposte su immobili e attività estere);
- Flat Tax incrementale 2024, per chi ha aderito al concordato preventivo biennale;
- Affrancamento riserve in sospensione (art. 14, D.Lgs. 192/2024);
- Diritto annuale CCIAA 2025.
Lo Studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti ed approfondimenti.